Teleriabilitazione: la fisioterapia a distanza funziona davvero?

Teleriabilitazione: la fisioterapia a distanza funziona davvero?

Quando tornare in studio è difficile

Dopo una valutazione o un intervento può capitare di ricevere un programma di esercizi e, una volta a casa, di non sapere se lo si sta eseguendo correttamente o come regolare il carico quando i sintomi cambiano. Per chi vive lontano, ha difficoltà negli spostamenti o deve conciliare la riabilitazione con il lavoro, anche un controllo breve può diventare complicato da organizzare.
La teleriabilitazione nasce per gestire a distanza alcune parti del percorso fisioterapico. Può comprendere una seduta in video in tempo reale oppure contatti programmati per verificare l’andamento e aggiornare gli esercizi. Non coincide con l’invio di una scheda standard: perché sia un intervento sanitario servono una valutazione, obiettivi definiti e un professionista che controlli la risposta nel tempo.

Che cosa può fare il fisioterapista a distanza

Durante una seduta in video il fisioterapista raccoglie la storia del problema, osserva i movimenti collegati alle difficoltà quotidiane e chiede di eseguire alcuni esercizi. In base a ciò che vede e a come la persona riferisce di sentirsi, può correggere l’esecuzione, scegliere una variante più adatta e modificare il carico. Per carico si intende quanto lavoro viene richiesto al corpo, considerando anche il recupero tra una seduta e l’altra.
Il controllo successivo serve a capire se il programma sta producendo l’effetto previsto. Un esercizio può diventare più impegnativo quando è ben tollerato, oppure essere ridotto e modificato se provoca una risposta eccessiva. Questo confronto è particolarmente utile nei percorsi in cui l’esercizio, l’educazione sul problema e la gestione graduale delle attività sono la parte centrale del trattamento.
A distanza restano però limiti concreti. Il fisioterapista non può palpare direttamente una zona, misurare la forza con le stesse modalità disponibili in studio o offrire assistenza fisica durante un movimento instabile. La videocamera mostra solo ciò che rientra nell’inquadratura. Per questo una parte della valutazione può richiedere la presenza, anche se i controlli successivi possono essere svolti online. In molti casi è ragionevole un percorso ibrido, con una valutazione in studio e controlli a distanza.

Quando la teleriabilitazione ha senso

La modalità a distanza è più adatta quando il problema è già stato inquadrato, il quadro clinico è stabile e il trattamento può essere costruito soprattutto attorno all’esercizio. Può essere utile per controllare la tecnica, far progredire il programma e seguire il recupero dopo una prima fase svolta in presenza. Può avere spazio anche nella gestione di alcune condizioni croniche, se la persona è in grado di muoversi in sicurezza e sa come chiedere aiuto in caso di necessità.
Il nome della diagnosi, da solo, non basta a decidere. Due persone con dolore al ginocchio possono avere esigenze molto diverse: una può svolgere senza rischio gli esercizi davanti alla videocamera, mentre l’altra può aver bisogno di assistenza per l’equilibrio o di una valutazione più approfondita. Contano anche lo spazio disponibile, la qualità della connessione e la dimestichezza con la tecnologia. Se questi aspetti assorbono gran parte della seduta, l’incontro in presenza può essere più semplice.
La teleriabilitazione è meno indicata quando i sintomi sono nuovi e difficili da interpretare, cambiano rapidamente oppure rendono insicuro il movimento. Lo stesso vale quando servono misurazioni che non possono essere ottenute con sufficiente affidabilità a distanza, assistenza manuale o un controllo diretto dopo un intervento chirurgico. La presenza di un familiare può rendere più sicura la seduta in alcune situazioni, ma non sostituisce una modalità di cura più adatta.

Quando chiedere una valutazione fisioterapica o medica

Una valutazione fisioterapica può essere utile quando dolore, rigidità o difficoltà nel movimento limitano attività abituali e non migliorano come previsto. Può servire anche se un programma già iniziato provoca riacutizzazioni ripetute o se non è chiaro come riprendere l’attività dopo un periodo di stop. Sarà il fisioterapista a stabilire se la valutazione online è sufficiente o se occorre un incontro in studio.
Quando il problema non è ancora stato inquadrato e i sintomi fanno pensare a una condizione che richiede accertamenti, la teleriabilitazione non sostituisce la valutazione medica. È opportuno rivolgersi al medico dopo un trauma importante, in presenza di perdita progressiva di forza o sensibilità, febbre associata a un peggioramento generale o problemi della ferita dopo un intervento. Se compaiono dolore al petto, difficoltà respiratoria intensa, svenimento o sintomi neurologici improvvisi, serve assistenza urgente.
Per chi è già seguito da un medico o da un chirurgo, il programma fisioterapico a distanza deve rispettare le indicazioni ricevute. Se il decorso cambia oppure il recupero non procede come atteso, il fisioterapista può proporre una rivalutazione in presenza o un nuovo confronto medico.

Che cosa sappiamo sull’efficacia

Le ricerche sulla teleriabilitazione comprendono programmi molto diversi tra loro. Alcuni prevedono sedute in video, altri usano telefonate o applicazioni; cambia anche la frequenza del contatto con il professionista. Per questo non è corretto attribuire a tutte le forme di fisioterapia a distanza lo stesso risultato.
Nel complessivo, per diversi problemi muscoloscheletrici la teleriabilitazione può ottenere miglioramenti di dolore e funzione simili a quelli dei percorsi in presenza, quando le persone sono state selezionate in modo appropriato. Rispetto alla sola attesa o a indicazioni minime, i programmi a distanza che includono esercizio e supervisione possono offrire un beneficio. Anche nelle persone con alcune condizioni croniche, l’esercizio seguito in videoconferenza può migliorare la capacità di svolgere attività fisica e la qualità di vita.
Questi risultati non dimostrano che la modalità online sia adatta a ogni condizione. La qualità degli studi non è uniforme e molte revisioni includono interventi difficili da confrontare. Le prove sono più utili per sostenere la teleriabilitazione come una possibile modalità di erogazione di trattamenti attivi, non come sostituto automatico della fisioterapia in presenza.

Come prepararsi a un percorso a distanza

Prima della seduta è utile verificare che la videocamera possa inquadrare il corpo durante i movimenti richiesti. Serve uno spazio libero da ostacoli e, se previsto dal fisioterapista, un appoggio stabile. Referti medici, indicazioni del chirurgo e programma già svolto dovrebbero essere disponibili, soprattutto quando il controllo online segue una fase di cura iniziata altrove.
Il programma deve specificare quali esercizi eseguire, con quale dose e quali variazioni dei sintomi sono considerate accettabili. Deve chiarire anche quando interrompere l’esercizio e contattare il professionista. Un video registrato o un’applicazione possono aiutare a ricordare le consegne, ma non sostituiscono il confronto quando la risposta al carico cambia.
Durante i controlli è utile riferire che cosa è successo nelle ore successive agli esercizi e quali attività quotidiane sono diventate più facili o più difficili. Se il fisioterapista può osservare la funzione rilevante, proporre esercizi sicuri e verificare la risposta, il percorso può proseguire a distanza. Quando una di queste condizioni manca, è più appropriato passare a una valutazione in presenza o medica.

Fonti

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